Mobilità del personale scolastico 2025-2028: regole, vincoli e possibili profili di contenzioso

Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità del personale della scuola per il triennio 2025-2028 introduce una disciplina articolata che incide direttamente sulla posizione lavorativa di docenti e personale ATA.

La normativa regola i trasferimenti territoriali, i passaggi di ruolo e di cattedra e stabilisce vincoli, precedenze e modalità operative delle procedure annuali di mobilità.

Comprendere correttamente tali regole è fondamentale per evitare errori nelle domande e per individuare eventuali violazioni dei diritti del personale scolastico.

Mobilità territoriale e professionale

La mobilità del personale scolastico può avvenire in due forme principali:

  • mobilità territoriale, ossia il trasferimento verso altra sede scolastica;
  • mobilità professionale, che comprende il passaggio di cattedra o di ruolo.

Le operazioni si svolgono in tre fasi: trasferimenti all’interno dello stesso comune, trasferimenti tra comuni della stessa provincia e, infine, mobilità interprovinciale e professionale.

Il docente può indicare fino a quindici preferenze tra scuole, comuni, distretti o province.

Il vincolo triennale di permanenza

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il vincolo triennale di permanenza.

Il docente che ottiene la titolarità su una scuola richiesta puntualmente non può presentare domanda di mobilità per i tre anni successivi.

Un ulteriore vincolo triennale riguarda i docenti neoimmessi in ruolo a partire dall’anno scolastico 2023/2024, che devono rimanere nella scuola in cui hanno svolto il periodo di prova.

Le deroghe al vincolo

Il contratto prevede alcune deroghe ai vincoli di permanenza, tra cui:

  • genitori con figli minori di 14 anni;
  • personale con disabilità o che assiste familiari disabili ai sensi della legge 104/1992;
  • caregiver familiari;
  • coniugi o figli di invalidi civili.

Per usufruire della deroga è necessario indicare come prima preferenza il comune di residenza della persona con cui si richiede il ricongiungimento.

Graduatorie interne e personale soprannumerario

Un capitolo particolarmente delicato riguarda l’individuazione dei docenti soprannumerari, cioè i cosiddetti “perdenti posto”.

La graduatoria interna di istituto determina infatti quali docenti, in caso di contrazione dell’organico, possano essere trasferiti d’ufficio.

In presenza di errori nel punteggio o nella valutazione dei titoli e dei servizi, il docente può subire un pregiudizio significativo, fino alla perdita della titolarità della sede.

Posti disponibili e ripartizione

Le disponibilità per la mobilità derivano principalmente da pensionamenti, dimissioni o nuovi posti in organico.

La normativa stabilisce una ripartizione tra assunzioni e mobilità:

  • 50% dei posti è destinato alle immissioni in ruolo;
  • il restante 50% è destinato alla mobilità.

All’interno di questa quota, il 25% è riservato ai trasferimenti territoriali e il 25% alla mobilità professionale.

Possibili profili di contenzioso

L’esperienza applicativa dimostra che le procedure di mobilità generano frequentemente contenzioso.

Le principali criticità riguardano:

  • errori nel calcolo del punteggio nelle graduatorie interne;
  • mancato riconoscimento di precedenze previste dalla normativa;
  • errata applicazione dei vincoli di permanenza;
  • mancata valutazione dei titoli e dei servizi;
  • trasferimenti d’ufficio disposti in violazione delle regole contrattuali.

In presenza di tali situazioni è possibile attivare strumenti di tutela sia in sede amministrativa sia davanti al giudice del lavoro.

Conclusioni

La mobilità del personale scolastico rappresenta un passaggio cruciale nella carriera di docenti e personale ATA.

La complessità delle regole e la frequente presenza di errori nelle procedure rendono spesso necessario un attento controllo degli atti e delle graduatorie.

Un’analisi tempestiva delle procedure di mobilità può consentire di individuare eventuali illegittimità e di tutelare efficacemente i diritti del personale scolastico.

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