Ore di sostegno e discriminazione scolastica: la Cassazione rafforza la tutela degli studenti con disabilità

La sentenza Cassazione SS.UU. n. 12704/2026 del 5 maggio 2026
La decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione affronta una questione di grande rilevanza nel diritto scolastico: la giurisdizione competente nelle controversie relative all’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni con disabilità, quando la famiglia denuncia una condotta discriminatoria dell’amministrazione scolastica.
I fatti
Il caso riguarda uno studente con disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992.
Il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) aveva individuato, in sede di verifica finale del PEI dell’anno precedente, la necessità di 22 ore settimanali di sostegno per l’anno scolastico successivo. Tuttavia, all’inizio dell’anno scolastico, l’amministrazione scolastica assegnava soltanto 14 ore. I genitori agirono giudizialmente denunciando una discriminazione indiretta e ottennero dal Tribunale di Busto Arsizio l’assegnazione delle 22 ore e il risarcimento del danno.
La Corte d’Appello di Milano, invece, dichiarò il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sostenendo che, non essendo stato ancora approvato il PEI definitivo per quell’anno scolastico, la controversia apparteneva alla giurisdizione del giudice amministrativo.
Le questioni giuridiche affrontate
1. Il rapporto tra PEI, GLO e giurisdizione
Le Sezioni Unite richiamano il proprio consolidato orientamento:
- prima della formazione del PEI l’amministrazione esercita poteri discrezionali e, di regola, la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo;
- dopo la definizione del PEI, l’amministrazione non può ridurre unilateralmente le ore di sostegno individuate come necessarie e la tutela appartiene al giudice ordinario.
Tuttavia la Corte precisa che tale schema non può essere applicato in modo rigido quando la domanda giudiziale è fondata sulla denuncia di una discriminazione ai danni dell’alunno disabile.
2. Il valore delle indicazioni formulate dal GLO
Uno dei passaggi più importanti della sentenza riguarda il ruolo del GLO.
La Cassazione valorizza la giurisprudenza amministrativa e civile secondo cui:
- il GLO è l’organo tecnico competente a individuare il fabbisogno educativo dello studente;
- le sue indicazioni sulle ore di sostegno non possono essere liberamente ridotte dagli Uffici scolastici o dal dirigente scolastico;
- gli organi amministrativi hanno un ruolo sostanzialmente ricognitivo e non possono procedere a un riesame discrezionale del merito delle valutazioni effettuate dal GLO.
La Corte afferma espressamente che il dirigente scolastico non poteva discostarsi dalle 22 ore indicate dal GLO, salvo ipotesi eccezionali e motivate.
3. La discriminazione indiretta
Secondo la Cassazione, l’assegnazione di un numero di ore inferiore a quello individuato dal GLO può integrare una discriminazione indiretta ai sensi della legge n. 67/2006.
Infatti la riduzione delle ore di sostegno:
- comprime il diritto fondamentale all’istruzione dello studente con disabilità;
- lo pone in una posizione di svantaggio rispetto agli altri alunni;
- può costituire una discriminazione anche quando deriva da esigenze organizzative o di carenza di organico.
Il principio di diritto affermato
Il passaggio più innovativo della sentenza è il seguente:
Anche prima dell’approvazione del PEI definitivo, appartiene al giudice ordinario la controversia nella quale si denunci che le determinazioni dell’autorità scolastica sull’assegnazione delle ore di sostegno siano idonee a determinare una discriminazione indiretta nei confronti dello studente disabile.
La Corte chiarisce che, in presenza di una domanda antidiscriminatoria proposta ai sensi della legge n. 67/2006 e dell’art. 28 del D. Lgs. 150/2011, prevale la tutela del diritto soggettivo fondamentale della persona con disabilità e la relativa giurisdizione del giudice ordinario.
Ulteriore profilo decisivo
Le Sezioni Unite evidenziano inoltre che, durante il giudizio, il PEI definitivo era stato comunque approvato (27 ottobre 2022), circostanza che la Corte d’Appello avrebbe dovuto considerare. Anche sotto questo profilo risultava ingiustificata la declaratoria di difetto di giurisdizione.
Perché la sentenza è importante per le scuole e le famiglie
Questa pronuncia rafforza notevolmente la tutela degli alunni con disabilità perché:
- riconosce un valore sostanzialmente vincolante alle indicazioni del GLO;
- impedisce all’amministrazione scolastica di ridurre arbitrariamente le ore di sostegno per ragioni organizzative o di organico;
- consente alle famiglie di rivolgersi immediatamente al giudice ordinario quando lamentano una discriminazione, senza attendere necessariamente l’approvazione formale del PEI;
- consolida l’orientamento secondo cui il diritto all’inclusione scolastica costituisce un diritto fondamentale della persona, non comprimibile per esigenze di bilancio o carenza di risorse.
Sintesi finale
La sentenza rappresenta uno dei più significativi arresti giurisprudenziali recenti in materia di inclusione scolastica. Le Sezioni Unite affermano che, quando la riduzione delle ore di sostegno rispetto a quelle individuate dal GLO è denunciata come discriminatoria, la tutela spetta al giudice ordinario, anche se il PEI definitivo non è ancora stato formalmente approvato. Ciò rafforza la tutela immediata degli studenti con disabilità e limita ulteriormente i margini di discrezionalità dell’amministrazione scolastica.
Se hai trovato utile o interessante questo articolo, condividilo tramite gli appositi pulsanti di condivisione in alto a sinistra della pagina.
Sentenza analizzata: Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 12704 del 5 maggio 2026.

