Servizio pre ruolo nella scuola paritaria: siamo ad una svolta?

Chi segue le pubblicazioni dello Studio Legale Messineo sa che una particolare attenzione è dedicata al contenzioso in materia di diritto scolastico e, all’interno di tale settore, alla specifica e controversa questione del mancato riconoscimento del servizio pre ruolo prestato nella scuola paritaria.

Come ben sanno i docenti interessati alla questione, l’Amministrazione scolastica – facendo leva su discutibilissime norme di contrattazione collettiva – si ostina a non considerare valutabili gli anni di servizio pre ruolo prestati negli istituti scolastici paritari, e ciò tanto ai fini giuridici quanto ai fini economici.

In questa difesa ad oltranza, purtroppo, il Ministero ha trovato sponda nella giurisprudenza della Corte di Cassazione che, con la “famigerata” sentenza del dicembre 2019, ha posto un serio ostacolo giuridico al riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie.

Non sono mancate sentenze successive a quella della Cassazione che, in controtendenza, hanno dato ragione ai ricorrenti, riconoscendo loro il servizio pre ruolo svolto nella scuola paritaria.

Tuttavia, si tratta ancora di pronunce isolate e, come già più volte evidenziato, numericamente esigue per poter giustificare un’azione giudiziaria con fondate possibilità di esito favorevole.

Ma qualcosa, forse, si sta muovendo nella direzione giusta, tanto attesa dai docenti e dai loro legali.

Con l’Ordinanza del 09/11/2020, la Corte di Appello di Roma ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 485 D. Lgs. n. 297/94 per contrasto con l’art. 3 Cost., disponendo l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale e sospendendo il giudizio in corso.

Ma andiamo con ordine.

Il provvedimento sopra richiamato è stato pronunciato nel corso del giudizio di appello avverso la sentenza con cui il Tribunale, in primo grado, aveva rigettato la richiesta del docente-appellante affinché gli fossero riconosciuti, tanto ai fini della ricostruzione di carriera quanto ai fini della mobilità, gli anni di servizio pre ruolo prestato presso un istituto paritario.

La Corte di Appello di Roma ricostruisce, innanzitutto, il quadro normativo che disciplina la materia, alla luce del quale emerge, secondo i giudici di secondo grado, uno stridente contrasto rispetto a quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 32386/2019.

E’ opportuno, a questo punto, riportare succintamente la posizione assunta dalla Suprema Corte di Cassazione, laddove, “ai fini dell’inquadramento e del trattamento economico dei docenti”, ha ritenuto non riconoscibile il servizio pre-ruolo, prestato presso le scuole paritarie, in ragione della “non omogeneità dello status giuridico del personale docente”, come si evince dalla modalità di assunzione, che può avvenire al di fuori dei principi concorsuali.

La citata “non omogeneità” è, sostanzialmente, desunta dalla diversa natura giuridica e dal differente sistema di reclutamento. Argomento certamente discutibile, considerato come anche per la scuola statale, la regola del pubblico concorso non sia stata esclusiva, coesistendo al 50% con l’alternativa forma di reclutamento, rappresentata dalle graduatorie permanenti/ad esaurimento e che i rapporti lavorativi precari sono sottratti alla regola costituzionale del pubblico concorso.

Ebbene, la Corte d’Appello di Roma – Sezione Lavoro ha recentemente ritenuto che il principio di diritto, espresso dalla Corte di Cassazione – laddove, nell’interpretare l’art. 485 D. Lgs. n. 297/94, il servizio pre ruolo, svolto nelle scuole paritarie, non è riconoscibile ai fini della “ricostruzione di carriera”, mancando un’omogeneità tra le posizioni professionali statali/paritarie – si porrebbe in contrasto con l’art. 3 della Costituzione, “a causa della ingiustificata ed irragionevole disparità di trattamento che verrebbe realizzata rispetto:

– al servizio non di ruolo, prestato presso scuole pubbliche statali;

– al servizio non di ruolo, prestato presso scuole pubbliche pareggiate, nel periodo fino all’anno scolastico 2005/06;

– al medesimo servizio non di ruolo, prestato presso scuole paritarie, rilevante ai fini dell’integrazione delle graduatorie permanenti e, quindi, della potenziale assunzione a tempo indeterminato”.

Di certo gli argomenti addotti dalla Corte di Appello (per i quali si rinvia alla ordinanza) sono convincenti sia sul piano logico-giuridico sia sul piano della giustizia “sostanziale”, e l’auspicata declaratoria di incostituzionalità dell’art. 485 D. Lgs. n. 297/94 aprirebbe finalmente le porte al tanto atteso riconoscimento del servizio prestato nella scuola paritaria.

Come sempre, lo Studio Legale Messineo continuerà a seguire attentamente la materia ed a fornire informazioni e materiale, oltre che assistenza legale, a tutti i docenti interessati.

Avv. Paolo Messineo

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